Indifferente. Avrei voluto evitare l’ora di discussione inutile o percepire tensione nell’aria per una cosa così banale, è un peso che francamente non ho voglia di accollarmi. Mi chiedo, giorno dopo giorno, quali siano i pesi che mi accollerei, che valgono il mio tempo, non necessariamente perché sia più importante degli altri ma per il valore che ci do io.
-Continui a parlare di “peso” perché? La tua vita e le tue scelte sono tutte misurabili su una bilancia?-
…
È il modo in cui ho imparato a gestire le difficoltà, guardandola da un altro punto di vista si tratta forse più di un mollare la presa, un nascondersi dietro un ideale che non può esistere. Se sono dalla parte del “giusto oggettivo” non mi si può imputare errore, in quel caso si: posso pesare ogni decisione su una bilancia. La domanda che sorge è se si tratti realmente delle mie opinioni. È veramente quello che credo?
-Non hai le idee chiare su come identificare quello in cui credi?-
Ho avuto modo di pensarci. In molti casi me lo sono chiesto e periodicamente lo faccio ancora. La soluzione che ho raggiunto è che ci sono alcune cose che mi rendono effettivamente felice, magari non in un modo plateale, forse nemmeno scrutabile da tutti. Credo in quella sensazione.
-L’ago della bilancia si è mai scontrato con quello in cui dici di credere?-
Al momento no, per ora trovo ancora ripugnante l’idea di ferire altre persone per un profitto personale.
-Quindi non li hai feriti quando li hai abbandonati? Quale bilancia ti ha dato il permesso di alzarti e andartene?-
La mia.
-Token limit exceeded-
-Jack Biasi can make mistakes. Please double-check responses.-
