Mentre giravo col cane in un prato
Mi trovai dove ancora non ero mai stato
La mia testa vagava e il mio occhio osservava
Ma quel che trovava il mio interesse non suscitava
Era la fine dell’anno, con aria ancora natalizia
Quando vidi su un cartello: “Qui giace Claudio Malizia”
Claudio Malizia, rilessi con sconcerto
Chissà con quel nome che vita ha sofferto
Così con un nome in più da dimenticare
In casa mi chiusi a non pensare
Ma non pensare non potevo
Al ricordo di Claudio Malizia non resistevo
Claudio Malizia non era un signore
Ma Claudio Malizia aveva onore
Questo fatto gli portava valore
Ma a chi lo circondava solo rancore
Claudio capiva, ma Claudio ambiva
La compagnia che seguiva non soddisfava l’aspettativa
“Claudio sii felice, vivi nel momento”
Il solito commento di poco gradimento
Fu così che dopo tempo
E soprattutto malcontento
Un giorno, un Giovedì
Dalla sua vita inorridì
Cercò una soluzione per ore e per ore
“Mai la troverò” sospirò con timore
Cercò una soluzione per ore e per ore
“Qualcuno arriverà a dar senso al mio valore?”
Rimase lì, sconfortato
Dai suoi pensieri imbambolato
Quando dalla finestra passò
La risposta a tutto ciò
“È lei l’ho trovata”
Ma era lontana e distaccata
“Aspetta non andare”
Sporgendosi dal davanzale
Tutt’oggi non lo so cosa quel giorno lui scrutò
Tutt’oggi non lo so chi quel giorno lui chiamò
Solo una cosa appare chiara e questa storia la attesta
Per dar valore al suo valore Claudio perse la sua testa
